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"Open Source: un'opportunità

Negli ultimi si sta cominciando a parlare sempre più diffusamente del software libero: moltissimi sono gli utenti che si convertono a Linux o che installano le alternative libere sui loro computer (Firefox, Open Office). Un torrente in piena che sta interessando sempre più
interlocutori, anche istituzionali.
A spingere verso questo cambiamento non ci sono solo le motivazioni etiche e filosofiche, la possibilità di avere a disposizione un sistema che è
completamente gestibile e configurabile secondo le proprie esigenze, ma anche e soprattutto la necessità di <b>trasparenza</b>.
Nel mondo moderno Internet è per importanza la prima finestra di comunicazione verso l'esterno: su Internet viaggiano documenti di lavoro, conversazioni, immagini, filmati e via dicendo.
Sempre più persone, consapevoli dell'impatto che ha il computer su
molti aspetti della propria vita, hanno iniziato a rendersi conto
dell'enorme fiducia che implicitamente sono costretti a dare ai
produttori di questa macchina (hardware) e di ciò che la fa funzionare
(software).
Molte persone stanno quindi cominciando a sentire la
necessità di abbandonare le vecchie soluzioni "chiuse", che impediscono
di avere il pieno controllo dei propri computer, in favore di
alternative aperte (Software Libero) e quindi pulite.
Non solo, i costi ridotti di manutenzione e l'assenza di costi di licenza spingono l'utenza aziendale a considerare l'Open Source, ritenendo che sia possibile far fronte ad una spesa iniziale di formazione pur di non dover più avere preoccupazioni per virus, spyware e quant'altro. La natura tecnica di un sistema come Linux infatti, permette di avere a propria disposizione una macchina funzionante sempre al massimo delle sue potenzialità e soprattutto sicura.
Il motivo principale della lentezza nel diffondersi di Linux e dell'Open Source è sempre stata la disinformazione, la minaccia della difficoltà d'uso che purtroppo grava sugli utenti inesperti. Tuttavia, esistono diverse associazioni e gruppi di utenti radicati sul territorio (i LUG, Linux User Group) che si preoccupano appunto di far muovere i primi passi a coloro che sono veramente interessati ad una alternativa. In
particolare, nella provincia di Napoli, è presente il <b>NaLUG</b>, LUG napoletano, che ha all'attivo diverse conferenze e dibattiti sulla libertà del software e dei saperi e diverse realizzazioni pratiche. Tra le più importanti sono da ricordare la GNU/Linux Fest negli edifici della Provincia e la creazione di un laboratorio multimediale alla Scuola Media Statale Mozzillo di Afragola, quest'ultimo interamente realizzato sfruttando vecchi computer non più utilizzati sui quali, mediante tecnologie interessatamente bollate come "preistoriche", si riescono a far girare applicazioni anche molto complesse. Il trucco sta nella strategia dei "thin client" e nell'utilizzo di Linux, in particolare della
distribuzione Edubuntu Server.
Proprio nel clima che stiamo vivendo è diventato cruciale cercare di limitare la quantità di rifiuti prodotta, e la direttrice più importante in questo senso è sicuramente quella di evitare gli sprechi. Dovunque in scuole, enti pubblici, uffici privati, esiste una quantità considerevole di macchine considerate ormai obsolete che potrebbero essere portate a nuova vita evitando così di affollare le discariche già colme.
Il sogno più grande, e che purtroppo appare sempre troppo lontano per la mancanza di sensibilità degli interlocutori presenti sul territorio, è quello di convertire le amministrazioni pubbliche all'Open Source, il che
permetterebbe, oltre al risparmio di una quantità ingente di fondi, l'impianto di piccoli centri di eccellenza in supporto alle diverse realtà puntando così ad un modello di sviluppo economico più sostenibile e ad un aiuto concreto ai territori. Per maggiori informazioni,
http://www.nalug.net

Marco Cenerelli"


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