La NASA vola con GNU/Linux
La NASA sta puntando al sistema operativo GNU/Linux per la gestione del più grande progetto in essere, conosciuto come "New Millenium Program Space Technology". L'agenzia spaziale ha la necessità di portare le applicazioni sviluppate in laboratorio direttamente sugli shuttle e per svolgere questo delicato upload, risulta fondamentale che l'ambiente di sviluppo sia coerente e allo stesso tempo affidabile per appunto dare vita al Dependable Multiprocessor, DM, ossia il primo supercomputer nello spazio in grado di evolversi man mano che la tecnologia progredisce. Prerogativa del DM sarà quella di prendere decisioni autonome senza avere la necessità di interrogare le strutture informatiche sulla Terra prima di compiere un azione.
La NASA ha preso in seria considerazione il sistema operativo GNU/Linux
particolarmente per quanto riguarda uno dei loro più grandi progetti,
denominato la "New Millenium Program Space Technology" (Nuova Tecnologia per il Programma Spaziale del Millennio) anche detta ST8.
Più esattamente, la NASA è interessata nel dimostrare la possibilità di coordinare hardware e software immediatamente commerciabili per le missioni spaziali
scientifiche. Per portare le applicazioni del laboratorio alla nave
spaziale l'agenzia ha avuto bisogno di un gran numero di applicazioni di sviluppo e ambiente di esecuzione. Uno dei principali esperimenti in cui la NASA considera di usare CNU/Linux è quello relativo al multiprocessore credibile (Dependable Multiprocessor: DM), condotto dalla Honeywell Aerospace. Ci
sono anche ST8 del BUS Aerospaziale, prodotto dalla Orbital Sciences, che saranno gestiti da GNU/Linux.
Si è detto che la Honeywell si sarebbe imbattuta in parecchi ostacoli, pricipalmente con la realizzazione di migliorie di Linux con un framework ad-hoc ad ampia disponibilità. Dal lato del software, i funzionari della Wind River (fornitore di Linux embedded) hanno detto che sono stati selezionati per “sostenere lo sviluppo di nuovo multiprocessore credibile della nuova tecnologia 8 (ST8) per il programma spaziale del millennio della NASA.„ L'azienda inoltre dovrà fornire la piattaforma per l'apparecchiatura di rete, l'edizione di Linux (PNE-LE) per uso sul sistema DM. Ci si attende che anche il middleware ad alta disponibilità della GoAhead SelfReliant e il "Dependable Multiprocessing Middleware" della Honeywell saranno nella lista. Wind River ha sostenuto che il sistema Dm basato su Linux permetterebbe allo ST8 “di procedere ed analizzare i dati raccolti per prendere le decisioni istantaneamente riguardo ciò che è stato osservato senza dovere trasmettere le informazioni a terra ed aspettare una risposta„. Conseguentemente l'ambiente dovrebbe potere registrare dinamicamente il livello di tolleranza degli errori per ottenere i vari sottosistemi, secondo i test di verifica quale la criticità.
“Poichè le missioni spaziali continuano a diventare più complesse ed esigenti, è critico che l'apparecchiatura di computazione a bordo sia costruita per maneggiare la richiesta elaborazione ed analisi intensiva dei dati. Come conseguenza della dimostrazione dei COTS (costi alla mano) nell'esperimento di volo ST8, si pensa che l'applicazione della tecnologia Dependable Multiprocessor renda benefici senza pari per molti anni a venire, specialmente nella riduzione di tempo di sviluppo, di costo e del rischio di futuri sistemi spaziali.„ ha dichiarato il Dott. John Samson, della Honeywell.
Fonte: http://news.softpedia.com/news/NASA-Takes-Linux-in-Space-57672.shtml